Eusebio Haliti contro l'Amministrazione dopo la riconsegna parziale del Ventura
«È inconcepibile che l’Atletica continui a essere trattata con tale disinteresse e marginalizzazione»
giovedì 27 febbraio 2025
17.55
«Ill.mo Sindaco Dott. Angelantonio Angarano, con la presente, desidero esprimere il mio fermo e profondo disappunto in merito agli eventi verificatisi ieri, in occasione della riapertura dello Stadio Gustavo Ventura, dopo un periodo di chiusura per il rifacimento del manto erboso, che è stato trasformato in sintetico», così in una nota il presidente pugliese della Fidal, Eusebio Haliti, all'indomani della riconsegna parziale del Gustavo Ventura
«È assolutamente inaccettabile che, alla riapertura dell'impianto, sia stata autorizzata l'accessibilità esclusivamente alla squadra di calcio mentre l'Atletica Leggera è stata nuovamente trascurata, costringendo gli atleti a proseguire i propri allenamenti in condizioni precarie e inadeguate, ovvero su strada» ha precisato Haliti. «Questo ennesimo episodio dimostra, in modo tanto preoccupante quanto evidente, come l'Atletica venga sistematicamente relegata in secondo piano, a favore di altre discipline, in particolare il calcio. Desidero esprimere, con la massima fermezza, che tale situazione è per me del tutto inaccettabile. Non l'ho mai tollerata da atleta, e tanto meno sono disposto ad accettarla ora che ricopro il ruolo di dirigente. È inconcepibile che, dopo anni di sistematiche ingiustizie nei confronti della nostra disciplina, l'Atletica continui a essere trattata con tale disinteresse e marginalizzazione».
«Pertanto, con la presente, desidero comunicarLe che oggi, alle ore 15:00, sarò presente in pista con le società di Atletica Leggera. Mi aspetto che, come accaduto ieri, Lei e gli altri rappresentanti dell'amministrazione veniate in pista per assistere all'allenamento, riconoscendo pubblicamente la mancanza di attenzione che ci è stata riservata. Sarebbe doveroso da parte Sua porgere delle scuse a tutti gli atleti e alle società di Atletica Leggera, non solo per il ritardo nell'apertura dell'impianto, ma anche per il lungo periodo in cui non sono stati destinati fondi adeguati al miglioramento delle strutture dedicate alla nostra disciplina» ha aggiunto.
E ancora: «Dal 1991 ad oggi, infatti, non è stato speso un solo euro per il miglioramento della pista di Atletica o delle attrezzature, mentre per il calcio sono stati stanziati ingenti fondi, che superano i 2 milioni di euro negli ultimi 5-7 anni, per interventi quali il rifacimento delle gradinate, la sostituzione dei seggiolini, l'installazione di un nuovo impianto di illuminazione, i lavori sugli spogliatoi, il rifacimento annuale del manto erboso e, più recentemente, la conversione in erba sintetica del campo. Al contrario, l'Atletica Leggera non ha ricevuto nemmeno il minimo intervento, né tantomeno il rifacimento della pista».
«Questo nonostante il significativo numero di tesserati biscegliesi, i numerosi titoli italiani conquistati, alcuni anche assoluti, oltre alle maglie azzurre ottenute, con atleti che hanno rappresentato la nostra nazione anche a livello assoluto. Tale situazione è assolutamente inaccettabile. Sono consapevole che questa mia lettera potrebbe risultare impopolare, in quanto il calcio continua a godere di un'egemonia incontrastata in Italia, ma ritengo che, in qualità di rappresentante dell'Atletica Leggera a Bisceglie e nell'intero territorio pugliese, sia mio preciso dovere difendere con determinazione la dignità e i diritti della mia disciplina sportiva. Confido, pertanto, che oggi pomeriggio, come segno di riconoscimento e di rispetto nei confronti degli atleti e della disciplina dell'Atletica Leggera, Lei possa essere presente all'ingresso dello stadio e in pista» conclude.
«È assolutamente inaccettabile che, alla riapertura dell'impianto, sia stata autorizzata l'accessibilità esclusivamente alla squadra di calcio mentre l'Atletica Leggera è stata nuovamente trascurata, costringendo gli atleti a proseguire i propri allenamenti in condizioni precarie e inadeguate, ovvero su strada» ha precisato Haliti. «Questo ennesimo episodio dimostra, in modo tanto preoccupante quanto evidente, come l'Atletica venga sistematicamente relegata in secondo piano, a favore di altre discipline, in particolare il calcio. Desidero esprimere, con la massima fermezza, che tale situazione è per me del tutto inaccettabile. Non l'ho mai tollerata da atleta, e tanto meno sono disposto ad accettarla ora che ricopro il ruolo di dirigente. È inconcepibile che, dopo anni di sistematiche ingiustizie nei confronti della nostra disciplina, l'Atletica continui a essere trattata con tale disinteresse e marginalizzazione».
«Pertanto, con la presente, desidero comunicarLe che oggi, alle ore 15:00, sarò presente in pista con le società di Atletica Leggera. Mi aspetto che, come accaduto ieri, Lei e gli altri rappresentanti dell'amministrazione veniate in pista per assistere all'allenamento, riconoscendo pubblicamente la mancanza di attenzione che ci è stata riservata. Sarebbe doveroso da parte Sua porgere delle scuse a tutti gli atleti e alle società di Atletica Leggera, non solo per il ritardo nell'apertura dell'impianto, ma anche per il lungo periodo in cui non sono stati destinati fondi adeguati al miglioramento delle strutture dedicate alla nostra disciplina» ha aggiunto.
E ancora: «Dal 1991 ad oggi, infatti, non è stato speso un solo euro per il miglioramento della pista di Atletica o delle attrezzature, mentre per il calcio sono stati stanziati ingenti fondi, che superano i 2 milioni di euro negli ultimi 5-7 anni, per interventi quali il rifacimento delle gradinate, la sostituzione dei seggiolini, l'installazione di un nuovo impianto di illuminazione, i lavori sugli spogliatoi, il rifacimento annuale del manto erboso e, più recentemente, la conversione in erba sintetica del campo. Al contrario, l'Atletica Leggera non ha ricevuto nemmeno il minimo intervento, né tantomeno il rifacimento della pista».
«Questo nonostante il significativo numero di tesserati biscegliesi, i numerosi titoli italiani conquistati, alcuni anche assoluti, oltre alle maglie azzurre ottenute, con atleti che hanno rappresentato la nostra nazione anche a livello assoluto. Tale situazione è assolutamente inaccettabile. Sono consapevole che questa mia lettera potrebbe risultare impopolare, in quanto il calcio continua a godere di un'egemonia incontrastata in Italia, ma ritengo che, in qualità di rappresentante dell'Atletica Leggera a Bisceglie e nell'intero territorio pugliese, sia mio preciso dovere difendere con determinazione la dignità e i diritti della mia disciplina sportiva. Confido, pertanto, che oggi pomeriggio, come segno di riconoscimento e di rispetto nei confronti degli atleti e della disciplina dell'Atletica Leggera, Lei possa essere presente all'ingresso dello stadio e in pista» conclude.