Elezioni politiche (repertorio)
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Politica

Elezioni, com'è andata ai sette biscegliesi in competizione

Niente da fare per Galantino e Casella, buon risultato per D'Addato. Candidatura di servizio quella di Ricchiuti per Fdi nelle Marche, di testimonianza per Simone e Di Gennaro

Nessuna sorpresa rispetto alle previsioni. La scontata riconferma parlamentare di Francesco Boccia, capolista del Partito Democratico per il Senato, non è stata accompagnata da altri exploit di candidati biscegliesi in corsa.

Fuori da Montecitorio Davide Galantino. Il militare, eletto alla Camera nel 2018 con il Movimento 5 Stelle grazie al fragoroso risultato pugliese dei pentastellati, non è riuscito a ripetersi: piazzato in terza posizione da Fratelli d'Italia (partito al quale ha aderito nel 2019) nel plurinominale Puglia 1 - che comprende le Province di Foggia e Bat -, Galantino non è stato rieletto perché il partito di Giorgia Meloni si è aggiudicato soltanto un seggio per circoscrizione nel proporzionale e quello del territorio è andato a Giandonato Lasalandra mentre proprio il Movimento 5 Stelle, trascinato da Giuseppe Conte, ha strappato due poltrone dalla Capitanata e dalla Bat. Il biscegliese, benché terzo in elenco, sarebbe rientrato nei ranghi in quanto la seconda in lista, Chiara Colosimo, è stata eletta nel collegio uninominale di Latina.

Niente da fare per Gianni Casella. Il presidente del consiglio comunale, collocato al secondo posto del listino di Azione-Italia Viva nel collegio plurinominale Puglia 1 (Foggia-Bat), ha contribuito al 4.40% totalizzato dal contrassegno nelle due Province (18.045 consensi) soprattutto con gran parte dei 3701 voti ottenuti a Bisceglie. Le possibilità di elezione, peraltro, erano già oggettivamente ridotte al lumicino dal piazzamento alle spalle di Mara Carfagna, per la quale è scattato l'unico seggio in Puglia ma nel collegio plurinominale 4 (Salento). Il dato di Azione-Italia Viva nella circoscrizione 1 - quella in cui è stato candidato Casella - è il più basso fra i quattro registrati in Puglia ma per il complicato meccanismo "flipper" della legge elettorale l'ex ministro Carfagna (capolista in tutti i collegi pugliesi) è scattata nel leccese con il 4.62% ma non nel barese (con il 5.32%) o nel misto Bari-Taranto (con il 4.97%).

Lino Ricchiuti, già leader del Popolo delle Partite Iva (movimento poi confluito in Fratelli d'Italia) è stato candidato nelle Marche al terzo posto del listino plurinominale per il Senato, che comprende l'intera regione. Il biscegliese, con pochissime probabilità di elezione, ha comunque portato la sua testimonianza nella compagine che ha trionfato alle urne, per la quale ricopre un incarico nazionale.

Candidatura di servizio anche quella di Stefania D'Addato, che si è tolta comunque la soddisfazione di conseguire la migliore performance di Azione-Italia Viva al Senato fra i cinque collegi pugliesi: il suo 5.53% con 18.069 voti è un attestato significativo all'impegno, con un risultato assai dignitoso nella sua Bisceglie (2.474 consensi, pari al 10.47%).

Ha partecipato all'agone elettorale anche Nicola Di Gennaro, Vigile del fuoco referente territoriale del movimento "Ancora Italia", in lizza con la lista Italia sovrana e popolare nel collegio uninominale Puglia 2 per il Senato: ha ottenuto in tutto 3.115 voti equivalenti allo 0.95%, posizionandosi dietro un altro biscegliese, Pasquale Simone, candidato per Italexit di Gianluigi Paragone (3.822 preferenze pari all'1.17%). A Bisceglie, però, Di Gennaro ha fatto suoi 381 voti (1.56%) mentre Simone si è fermato a 248 (1.02%).
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