Renato Nitti
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Attualità

Il capo della Procura di Trani Renato Nitti: «La Bat rischia di diventare terra di nessuno»

Le organizzazioni criminali avrebbero «scarsa considerazione della capacità di reazione delle istituzioni»

Parole frutto di una profonda amarezza, il cui intento è innescare una riflessione pubblica. Renato Nitti, procuratore della Repubblica di Trani, ha denunciato le perduranti criticità di un territorio, quello della Provincia Bat, ancora incredibilmente privo di presìdi strategici delle forze dell'ordine malgrado siano trascorsi ben 17 anni dalla legge di istituzione e 12 anni dalla sua entrata in funzione.

«Non solo la magistratura locale ha vissuto scandali nella magistratura con garnde eco nazionale ma anche servizi di polizia giudiziaria del territorio soffrono di una intrinseca debolezza derivante dalla insufficienza delle risorse di cui dispongono rispetto alla realtà criminale da fronteggiare. Questa debolezza delle istituzioni non passa inosservata, ma è percepita dalla criminalità, da quella organizzata a quella di vicinato» ha scritto Nitti.

La Provincia Bat è in assoluto la prima tra le 107 italiene (comprese Bari e Napoli) per furti di auto, e cioè nella classifica che mette in correlazione le denunzie per furti di auto al numero di abitanti.

La Provincia Bat è tra le prime dieci su 107 per quanto riguarda le rapine in abitazione: si tratta forse del reato predatorio che più di ogni altro alimenta nel cittadino la percezione della insicurezza e della vulnerabilità. La Bat detiene questo triste primato in Puglia.
È tra le prime dieci su 107 per quanto riguarda le estorsioni.
Per gli omicidi volontari consumati è al terzo posto su 107, mentre per i tentati omicidi sembra attestarsi al quarto posto.

La Bat si colloca comunque sempre nella prima parte della triste graduatoria anche per le altre forme di furti, il riciclaggio e il reimpiego di danaro, gli incendi e lo spaccio di stupefacenti, per non parlare di portavalori, tir, camion inghiottiti dalla azione militare e repentina di autentici commando criminali.

Dalle indagini della Dia di Bari emergono nella Bat mafie autoctone e limitrofe che convivono con significative colonie di criminalità straniera, in particolare albanese, e tassi di criminalità predatoria pressoché sconosciuti in larga parte dello Stato.

«Le mafie che operano nella Bat sono predatorie: non esercitano il dominio sul territorio, ma lo spogliano, lo depredano, aprendolo persino alle scorrerie di clan storici ed egemoni in altre province e regioni» ha scritto Nitti.

Innumerevoli episodi criminali del passato testimoniano la presenza nel territorio di calabresi, campani, foggiani, baresi accanto ai criminali canosini, andriesi, tranesi, barlettani, uniti nel commettere reati a danno dello stesso territorio.

I numerosi episodi di "attentati" anche mediante ordigni esplosivi contro obiettivi delle Forze dell'Ordine, che hanno riguardato in tempi e luoghi diversi del circondario esponenti e strutture dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e, in generale, rappresentanti delle Istituzioni, la dicono lunga sulla considerazione che la criminalità nutre verso le istituzioni.

«Perché un individuo considera plausibile iniziative clamorose come appunto gli attentati che dovrebbe esporli a prevedibili reazioni dello Stato? L'amara spiegazione sta nella scarsa considerazione della capacità di reazione delle istituzioni che alimenta un diffuso senso di impunità. Ciascuno di questi episodi a sua volta, poi, produce un impatto devastante sulla fiducia nelle Istituzioni e finisce per incentivare e moltiplicare comportamenti analoghi» ha aggiunto.

«Sono considerazioni gravi di cui le autorità centrali dello stato dovrebbero tener conto e anche in fretta, prima che sia troppo tardi e il rischio che questa diventi - forse eccessivo dirlo ma i dati raccolti fanno davvero paura - "terra di nessuno" ma purtroppo con campo libero per le mafie» ha concluso il capo della Procura di Trani.
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