
Cronaca
Morte Fabiana Chiarappa, il prete indagato: "Non mi sono accorto di nulla"
Il parroco ha detto di aver percorso la zona dell'incidente nello stesso orario in cui la giovane è stata travolta da un autoveicolo
Bisceglie - venerdì 4 aprile 2025
19.14
Come riporta ANSA, è don Nicola D'Onghia, parroco di Turi di 54 anni e docente della Facoltà Teologica pugliese, il sacerdote indagato per omicidio stradale ed omissione soccorso.
È coinvolto nelle indagini per il decesso, avvenuto il 2 aprile scorso, della 32enne Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118 e rugbista, vittima di un incidente avvenuto sulla strada che collega i comuni di Turi e Putignano.
Ieri, 3 aprile, dopo aver appreso dalla stampa dell'incidente mortale, il sacerdote - a quanto si apprende - ha chiamato il suo avvocato e ha riferito di essere passato, alla guida della sua auto, nella zona in cui la ragazza è stata travolta e uccisa e ha detto di aver sentito un colpo provenire da sotto la sua auto ("come se avessi travolto una pietra", ha spiegato).
"Io non mi sono accorto di nulla, era buio - ha aggiunto - anche perché la zona è scarsamente illuminata".
Il parroco ha detto di aver percorso la zona dell'incidente nello stesso orario in cui la giovane è stata travolta da un autoveicolo, tra le 20.30 e le 21.00. Il legale gli ha detto di andare dai carabinieri e di riferire i fatti, cosa che don Nicola D'Onghia ha fatto.
È stato quindi ascoltato sia dai militari sia dalla pm Ileana Ramundo, alla presenza dei difensori, Federico Straziota e Vita Mansueto. Agli investigatori ha ribadito i fatti già riferiti ai suoi legali. Secondo la versione difensiva, la ragazza sarebbe caduta autonomamente dalla sua moto e poi sarebbe stata travolta da un'auto che potrebbe anche non essere quella del sacerdote indagato. Le indagini puntano ora a chiarire quante auto siano passate nella zona dell'incidente e se altri siano i responsabili della morte della giovane.
È coinvolto nelle indagini per il decesso, avvenuto il 2 aprile scorso, della 32enne Fabiana Chiarappa, soccorritrice del 118 e rugbista, vittima di un incidente avvenuto sulla strada che collega i comuni di Turi e Putignano.
Ieri, 3 aprile, dopo aver appreso dalla stampa dell'incidente mortale, il sacerdote - a quanto si apprende - ha chiamato il suo avvocato e ha riferito di essere passato, alla guida della sua auto, nella zona in cui la ragazza è stata travolta e uccisa e ha detto di aver sentito un colpo provenire da sotto la sua auto ("come se avessi travolto una pietra", ha spiegato).
"Io non mi sono accorto di nulla, era buio - ha aggiunto - anche perché la zona è scarsamente illuminata".
Il parroco ha detto di aver percorso la zona dell'incidente nello stesso orario in cui la giovane è stata travolta da un autoveicolo, tra le 20.30 e le 21.00. Il legale gli ha detto di andare dai carabinieri e di riferire i fatti, cosa che don Nicola D'Onghia ha fatto.
È stato quindi ascoltato sia dai militari sia dalla pm Ileana Ramundo, alla presenza dei difensori, Federico Straziota e Vita Mansueto. Agli investigatori ha ribadito i fatti già riferiti ai suoi legali. Secondo la versione difensiva, la ragazza sarebbe caduta autonomamente dalla sua moto e poi sarebbe stata travolta da un'auto che potrebbe anche non essere quella del sacerdote indagato. Le indagini puntano ora a chiarire quante auto siano passate nella zona dell'incidente e se altri siano i responsabili della morte della giovane.