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capitolo diciottesimo. Foto Immagine generata con AI
Morte di un gettonista

Capitolo diciottesimo

Giallo a puntate firmato dal dott. Antonio Marzano

Giacinto ha voluto, giustamente, che a circa 48 ore dall'omicidio di Mustafà, noi tutti ci riunissimo intorno a un tavolo per fare il punto della situazione, anche alla luce del ritrovamento di questo minuscolo capello rosso sotto l'unghia dell'indice della mano destra di Mustafà.
La Direzione dell'ospedale ci ha riservato la sala consiliare ed eccoci qui. Io mi siedo defilato, come mi appartiene; sono presenti i sei ispettori, la collega Erika Altomonte, i miei amici Satir e Mariano e il medico legale.
«Allora, dottore... che ci racconta di questo ritrovamento?»
Il collega prende la parola, ma anche lui non mi sembra molto soddisfatto di sé.
«Prima del reperto trovato, voglio aggiornarvi sull'esito dell'autopsia.»
L'ora del delitto risale a non più di un'ora prima del ritrovamento da parte mia e di Rebecca. Quindi intorno alle ore 1:30-2:30. Il ragazzo era in ottime condizioni di salute. Non abbiamo trovato né tracce di stupefacenti, né di alcool. Quindi non si drogava, né si ubriacava. Per quanto riguarda la ferita mortale, mentre in un primo momento la mano dell'omicida mi è parsa ferma e sicura, a un'osservazione più attenta devo correggermi. Dove l'assassino ha inferto il colpo, ho effettivamente ritrovato un taglio profondo, inflitto con molta determinazione, tanto da aver reciso in parte la trachea. In seguito, però, la mano si è, come dire, alleggerita, e il solco nei quattro centimetri successivi è diventato meno profondo, come se non volesse infierire più come prima. Non posso dire se sia stata una scelta o un obbligo. Certo è che con l'altra mano, e dico la sinistra, ha chiuso energicamente la bocca al dottore affinché nessuno potesse sentire anche un solo gemito. L'ultimo centimetro l'ho ritrovato irregolare, come se la mano fosse insicura.
Silenzio totale.
«Ci sono domande?»
Silenzio totale.
«Ora veniamo al capello.»
Il capello è minuscolo, tanto minuscolo e tanto nascosto che l'ho notato solo a una seconda osservazione. Cosa dire? È di certo un capello, ma senza radice, quindi non strappato. Dovrebbe appartenere a una donna ed essere di una giovane, e il test del DNA ci racconterà il resto. Ma individuare a chi appartenga lo vedo molto difficile. Se il DNA non è di un soggetto già schedato, è inutile. Inoltre, posso dirvi che, se vogliamo pensare a una donna del luogo, dovete sapere che qui a Randolfi nei secoli scorsi e per molti anni c'è stata la dominazione normanna, e questo spiega la presenza di tanti individui, maschi e femmine, con i capelli rossi ancora oggi.
Il silenzio da totale diventa angosciante.
Mi sollevo dalla sedia e dico: «Chi vuole il caffè?»
E tutti, dico tutti, rispondono: «SÌ!»
«Prima di darti la parola, Giacinto, vorrei fare un'osservazione che non è di mia competenza, ma... lasciatemela fare. In reparto, e quindi a pochi metri dal Nido, durante la notte e non solo, non dovrebbe essere sempre presente l'infermiera? Per cui mi sono chiesto: com'è stato possibile che non abbia visto, né sentito niente?»
«Pasquale, chi era in servizio la notte scorsa con te?»
«La signora Rebecca.»
«E non è stata lei a bussare alla tua porta?»
«Sì.»
«E allora, se è in servizio, dille di venire subito.»
Satir mi accompagna a prendere i caffè per tutti e subito dopo raggiungo il reparto, dove Rebecca è intenta a cambiare il pannolino a un neonato.
«Rebecca, appena finisci, vieni in sala consiliare. Il commissario vuole farti qualche domanda.»
«Certo, dottore... vengo subito.»
Ho l'impressione che continuiamo ad arrampicarci sugli specchi!
«Signora Rebecca, mi conferma che era di turno due notti fa nel reparto di pediatria?»
«Sì.»
«Ed è lei che ha scoperto il cadavere del dottor Mustafà Rambaied?»
«Sì.»
«E lei quindi dormiva profondamente dalle 1 alle 3 di notte?»
«Sì.»
«E quindi non ha sentito né visto niente? E quando si è svegliata, come mai è andata nel Nido?»
«Commissario, ho fatto solo un giro di perlustrazione. Il reparto era vuoto, il Nido sapevo che era vuoto.»
«E cosa ha visto nel Nido?»
«Ho visto il dottor Mustafà con gli occhi sbarrati, immobile e in un lago di sangue. Non ho neanche aperto la porta a vetri; ero stravolta, ho cominciato a provare una nausea terribile, ero terrorizzata. Ho bussato con violenza alla porta della camera del dottor Traini, che è a pochi metri di distanza, urlando di aprire subito. E così è stato.»
«Poi... sì, sì, il resto lo conosco.»
«Posso tornare in reparto?»
«Un'altra domanda: lei conosceva il dottor Mustafà?»
«Sì, nel corso della sua frequentazione del reparto ho scambiato solo qualche parola.»
«E di cosa avete parlato?»
«Niente di importante.»
«Non sia reticente.»
«Diceva che il gettonismo era un incarico provvisorio e che mirava ad andare nel Nord Italia a lavorare in ospedale.»
Squilla il telefono.
«Licari, sono Viesti... ha chiamato la madre del dottor Rambaied e, aiutata da un interprete, ha detto che arriverà qui da noi martedì, accompagnata dalla nuora.»
  • Antonio Marzano
  • dottor Antonio Marzano
Morte di un gettonista

Morte di un gettonista

Racconto giallo a cura del dott. Antonio Marzano

Indice rubrica
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Capitolo sedicesimo 20 marzo 2025 Capitolo sedicesimo
Capitolo quindicesimo 13 marzo 2025 Capitolo quindicesimo
Capitolo tredicesimo 27 febbraio 2025 Capitolo tredicesimo
Capitolo dodicesimo 20 febbraio 2025 Capitolo dodicesimo
Capitolo undicesimo 13 febbraio 2025 Capitolo undicesimo
Capitolo decimo 6 febbraio 2025 Capitolo decimo
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Capitolo quattordicesimo Capitolo quattordicesimo Giallo a puntate firmato dal dott. Antonio Marzano
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Capitolo dodicesimo Capitolo dodicesimo Giallo a puntate firmato dal dott. Antonio Marzano
Capitolo undicesimo Capitolo undicesimo Giallo a puntate firmato dal dott. Antonio Marzano
Racconto Racconto Rubrica a cura del dottor Antonio Marzano - Ex pediatra di famiglia
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